FBI MoneyPak: il virus che protegge (forse troppo) il diritto di autore

Scarichi copie pirata di film e musica? Potresti ritrovarti a pagare direttamente nella pagina dell’FBI: è quanto succede con il virus FBI MoneyPak di Rightscorp! Ecco come non beccarlo!

Come funziona

FBI MoneyPak non è altro che un virus che, una volta installato sul PC, fa comparire sul browser web la pagina dell’FBI, con tanto di logo e minacce ben in evidenza. Ovviamente, si tratta di una pagina fake, ma il virus può essere molto più pericoloso di quello che sembra.

Se scarichi musica, film giochi e quant’altro da Torrent o tramite download diretto sui siti dediti alla pirateria, sappi che questo virus è in grado di rilevare l’indirizzo IP di un PC e, di conseguenza, dove questo si trova.

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Installare il virus è facilissimo: basta scaricare un file .torrent e, invece del film o della musica che volevi scaricare, il browser web ti mostrerà la simpatica paginetta, dove l’FBI ti intima il pagamento per il materiale scaricato e l’uso di fonti legali per ottenere i file.

La schermata potrebbe essere presa per deterrente blando, dato che basta chiudere la pagina per far sì che la pagina non venga più visualizzata in quella sessione. Il problema è che, dopo un certo numero di visualizzazioni della pagina fake, la schermata non si potrà più chiudere costringendoti (per davvero!) a pagare.

Se scarichi da server americani tramite Torrent, fai attenzione a non incappare in questo fastidioso virus.

Perché è stato fatto

Negli Stati Uniti questa sventura è avvenuta perché diverse aziende che sono danneggiate dalla pirateria (case discografiche, sviluppatori, produttori, ecc.) hanno chiesto alla Rightscorp un software che riducesse la possibilità di scaricare illegalmente attraverso Torrent.

Naturalmente, gli utenti americani non ci stanno e già sembra che sulla società stia per arrivare una pioggia di denunce (d’altra parte, si spacciano per l’FBI!). Secondo i rumors, infatti, il virus potrebbe non fare la differenza tra una persona che ha pagato l’abbonamento su piattaforme in streaming e persone che, invece, hanno sfruttato Torrent per la pirateria.

In alcuni casi, si parla di una vera e propria “estorsione”, piuttosto che legittimo diritto d’autore. D’altro canto, c’è già una sentenza a fare giurisprudenza in merito negli Stati Uniti: tempo fa, Comcast andò in tribunale per difendere i propri utenti dalle richieste sempre più elevate da parte degli autori di questo materiale per il diritto d’autore che, secondo Comcast, era diventata una pretesa ormai troppo alta.

Cosa ne pensate?